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Autore: P. Vergilii Maronis

Edizione: Barb?ra 1911

Anno di edizione: 1911
Sottotitolo: ( Bucolica , Georgica , Aeneis )
Pagine: 396
Lingua: Latino
Altezza cm: 12
Larghezza cm: 8
Tipo copertina: Legatura in mezzatela
Condizioni del prodotto: Perfette
Segni particolari: Titolo con tassello in oro al piatto, Titolo con tassello in oro al dorso
Pos: ANT01

                                                              AL BENIGNO LETTORE.

                                                         _____

Ecco al forte Orazio s'accompagna , nella collezione Barbèra , il dolce Virgilio , di cui si riproducono le opere maggiori, cioè le Ecloghe , le Georgiche e l'Eneide. Di pochi fra i classici s'ha testi manoscritti abbastanza antichi e autorevoli come di Virgilio ; Nella Laurenziana e nella Vaticana si conservano due Virgilii in scrittura capitale, che risalgono al tempo dell'ultimo impero d'occidente e delle prime invasioni barbariche. Un altro Virgilio Vaticano , ornato anche di pitture, è del VI secolo ( n.3867 ) ; e non mancano fogli sparsi di scrittura risalente per fino al II o III secolo dell'e.v.,come il Vaticano 3256 , o al IV secolo , come le Schedae Vaticanae 3225 , ricche anche di pregevoli miniature. Il testo dunque di Virgilio ha fonti autorevoli e sicure. Non che siano del tutto senza sbagli queste scritture antiche, che sarebbe cosa non umana ; ma certo siamo garentiti da quei rimaneggiamenti di testo e da quelle interpolazioni o salti o guasti che nei secoli medievali inquinarono tante opere classiche. Per questa ragione non sono ragionevoli , secondo me, gli spostamenti e le inversioni che qua e là volle introdurre nel testo il filologo tedesco Ribbeck , uomo del resto non privo d'ingegno nè di gusto ; e ancora l'edizione stereotipa Teubneriana dell'Eneide ( Lipsia, 1907 ) troppo si scosta , per tali arbitrii, dal testo tradizionale : al quale si deve ritornare senz'altro. In non molti luoghi gli stessi codici antichi sopra ricordati esibiscono lezioni diverse ; specialmente tra il nostro Laurenziano o Mediceo 39,1 e il Vaticano- Palatino 1631 , entrambi del V secolo, vi son notevoli differenze di testo. Si capisce che la lezione vera e autentica è una sola, ma si rimane esitanti quale delle due presentate da quei codici sia la vera, entrambe potendo essere giuste e dando un senso ragionevole. Ad esempio nel 12' dell'Eneide al v. 520 si parla di Menete , un povero Arcade che esercitava la pescatura presso la palude di Lerna, e , pur odiando la guerra, era poi andato a Troia e aveva seguito Enea nell sue peregrinazioni ed era venuto a finire in Italia per man di Turno. Or si dice di costui che aveva povera casa in patria sua,e non conosceva la vita dei signori, e che suo padre seminava in terreni presi ad affitto. Il testo latino ove si dice che non conosceva la vita dei signori, varia di lezione : gli uni hanno : nec nota potentum limina , " non gli eran note le soglie dei potenti " ; gli altri hanno : nec nota potentum munera " non conosceva i doni dei signori " , oppure : " non gli eran noti gli impegni che i signori hanno ( per guerre, per mantenere la loro dignità , anche per rispetto  a spese da farsi, ecc. ) " . Entrambe le lezioni dànno un senso ragionevolissimo ; chi può assicurare : questa piuttosto che quella è uscita dalla penna di Virgilio ? Di tali lezioni egualmente in sè buone ve ne son molte in Virgilio. In tali casi l'edizione presente segue, per lo più , il testo del codice mediceo .

                                                                                         Firenze, ottobre 1911.

                                        

                                                                                                                                    Felice Ramorino.

Questo prodotto è stato aggiunto al nostro catalogo il giovedý 31 ottobre, 2013.
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